Storia di Salerno

    Alcuni hanno ipotizzato addirittura una presenza greca e fenicia ma al momento non ci sono prove a supporto, sicura è invece la presenza etrusca testimoniata dall'area archeologica sita nel quartiere di Fratte dove era posizionata l'antico abitato di Irna (da cui prenderebbe il nome il fiume Irno che attraversa Salerno) o Marcina. L'area di Salerno e quella della confinante Pontecagnano hanno rappresentato le ultime propaggini dell'espansione etrusca verso il meridione. La fondazione della città romana nell'area dove è attualmente situato il centro storico avvenne tra il 197 ed il 194 a. C. quando fu creata una colonia romana attorno ad un distaccamento militare stabile il cui compito era intimorire e controllare i Picentini che si era schierati con Annibale durante la seconda guerra punica. Il nome di questa colonia fu Salernum, da Salum (mare) ed Irnum (fiume Irno che attraversa la città).

    Con la caduta dell'impero romano Salerno fu sottoposta agli attacchi dei Visigoti e dei Vandali per poi diventare un dominio bizantino (dal 536 al 646). Conquistata dai longobardi entrò a far parte del ducato di Benevento e iniziò una fase di grande crescita e splendore quando il principe Arechi la trasformò nella capitale della Longobardia Minore nel 786. Due furono i motivi che spinsero Arechi II a preferire Salerno a Benevento, la migliore posizione strategica della città le cui già notevoli difese furono tutte potenziate e lo sbocco sul mare che permetteva di instaurare ricchi traffici.


    Nell'839 Salerno divenne capitale di un principato indipendente dal Ducato di Benevento e divenne molto ricca e potente grazie anche alla propria marineria commerciale e militare che competeva con la vicina repubblica amalfitana. Nel 1076 la città passò di mano e con il matrimonio tra la principessa Sichelgaita, (sorella dell'ultimo principe longobardo Gisulfo II) e Roberto il Guiscardo si sancì il definitivo passaggio dai longobardi ai normanni. I nuovi signori diedero un grande impulso alla Scuola Medica Salernitana, costruirono la reggia di Castel Terracena e il Duomo dedicato a San Matteo e consacrato nel 1084 da Papa San Gregorio VII, che vi fu anche seppellito.

    Alla fine del XII secolo, sotto la dinastia Sveva la città registrò un notevole incremento economico grazie a Manfredi, figlio di Federico II, che costruì il porto che ancora oggi porta il suo nome (molo Manfredi) e istituì la fiera di San Matteo.


    Con gli angioini iniziò il declino della città che divenne consistente sotto il dominio degli aragonesi e degli spagnoli culminata negli anni l 1656, il 1688 e il 1694 quando peste e terremoti produssero moltissime vittime.


    La fine del dominio spagnolo vide una lenta ripresa della città che nel 1799 aderì alla Repubblica Partenopea. Nel 1811 Gioacchino Murat emanò un decreto di soppressione della Scuola Medica, la cui fama era ormai da tempo offuscata da valre istituzioni. Il 12 settembre del 1943 la città fu teatro dello sbarco degli Alleati e, dal 12 febbraio al 17 luglio del 1944, fu Capitale d'Italia e sede del governo Badoglio.