Sant'Andrea de Lavina

     

    chiesa di Sant'Andrea de LavinaL'edificio sacro è non a caso dedicato al patrono di Amalfi ovvero sant'Andrea. Nell'anno 832 d.C. il duca salernitano Sicardo deportò chiesa di Sant'Andrea de Lavina con campanileuna parte degli abitanti di Amalfi nel quartiere chiamato "Fornelle" allo scopo di sfruttare le loro abilità marinare e trasformare Salerno in una potenza navale. I deportati vollero una chiesa da dedicare al loro patrono e la costruirono sui resti di un edificio romano.
    Il nome della chiesa è indicativo anche del luogo dove è stata costruita in quanto Lavina indica il torrente che le scorreva davanti e attualmente scorre sotto il piano stradale. Lavina significa proprio acqua di scolo.
    Vista la posizione non proprio felice, l'edificio sacro originario fu sommerso da una alluvione nel X secolo , ( attualmente si trova a circa 6 m. sotto il piano stradale), e venne quindi trasformato in cimitero mentre al di sopra veniva costruita una nuova chiesa .
    Nel XII secolo anche la seconda chiesa venne chiusa e trasformata in cimitero e sulla sua sommità venne costruita la terza chiesa che in seguito venne profondamente restaurata in tipico stile barocco.
    Il campanile conserva invece la sua struttura originaria dell' XI secolo, utilizzando le sue campane Ippolito da Pastena spronò i salernitani a rivoltarsi al dominio spagnolo.