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LA SCUOLA MEDICA SALERNITANA
Un'antica leggenda vuole che la Scuola medica salernitana sia stata fondata
da quattro maestri: il latino Salerno, il greco Ponto, l'ebreo Elino
e l'arabo Adela. Molto più prosaicamente la nascita di questo istituto
la si deve molto probabilmente ad un lento processo che ha inizio
nei tanti monasteri che a Salerno sono tutti concentrati in un'area
sicura sul monte Bonadies a metà strada tra la città, estesa a ridosso
della spiaggia, ed il castello. Una delle attività dei monaci
è proprio la cura dei malati e la produzione di farmaci tratti dai vegetali e
deve essere proprio in questo mondo che la medicina da opera pia si deve essere
trasformata in una disciplina.
Pur non avendo alcuna rilevanza storica questa leggenda ci offre uno spaccato sullo spirito di questa importante scuola che
attingeva a tutte le tradizione, compresa quella degli arabi con cui l'occidente aveva un rapporto molto conflittuale, e le
rielaborava in maniera innovativa. In un periodo storico tuttosommato chiuso la scuola medica di Salerno rappresentò una
incredibile eccezione per apertura al punto di avere non solo allieve donne ma addirittura insegnanti donne che quindi non
erano più relegate al ruolo di semplici levatrici ma potevano accedere agli alti gradi della gerarchia universitaria oltre
che a poter esercitare l'arte medica.
Il primo a ricordarle è uno storico salernitano, Antonio Mazza, priore della Scuola di medicina nel XVII secolo, che nel
saggio "Historiarum epitome de rebus salernitanis" scrive "Abbiamo molte donne erudite, che in molti campi superarono o
eguagliarono per ingegno e dottrina non pochi uomini e, come gli uomini, furono ragguardevoli nell'ambito della medicina".
Tra le mulieres salernitanae più famose possiamo citare:
Abella Salernitana che scrisse due trattati, de atrabile ( Sulla bile nera) e de natura seminis humani (Sulla natura
del seme umano);
Mercuriade a cui vengono attribuiti studi sulla peste, sulle crisi e sui metodi per curare le ferite;
Costanza Calenda, figlia del famoso medico Salvatore Calenda operò nel XV secolo;
Rebecca Guarna, scrisse opere sull'embrione, sulle urine e sulle febbri;
Francesca Romana, valente chirurga del XII secolo;
Trotula de Ruggero fu la più famosa di tutte e la sua fama fu tale in tutta Europa da divenire quasi una figura
leggendaria. Vissuta nel XI secolo si occupò delle malattie delle donne, di chirurgia e anche di cosmesi, (nel medioevo
la distinzione non era netta come ai nostri giorni), i suoi trattati sono stati per lungo tempo la base della medicina
per le donne. scrisse il De passionibus mulierum ante in et post partum, (Sulle malattie delle donne prima e dopo
il parto), e De ornatu mulierum, (Sui cosmetici delle donne). Di lei si racconta che fosse una delle donne più belle
del suo periodo storico e che sposò il famoso medico Giovanni Plateario detto il vecchio per distinguerlo dal figlio.
Dalla loro unione nacquero i Magistri Platearii, ovvero Giovanni il giovane e Matteo che proseguirono l'attività dei
genitori. In un'epoca storica in cui i precetti morali e/o filosofici invadevano con facilità le opere scientifiche i
trattati di trotula de Ruggero si distinguono per l'assoluto rigore scientifico e l'acutezza delle osservazioni.
La Scuola di Salerno raggiunge il suo massimo splendore tra il X ed il XIII secolo permettendo alla città di Salerno
di fregiarsi del titolo di "Hippocratica Civitas" (Città Ippocratica), titolo che ancora oggi compare nel suo stemma.
Nel 1231 l'imperatore Federico II stabilì che solo i medici in possesso di diploma rilasciato dalla Scuola Medica
Salernitana potessero esercitare l'arte medica.
la didattica della scuola medica di Salerno si basava sui classici elaborati dagli antichi medici Ippocrate e Galeno
anche se il vero cuore degli insegnamenti si basava sulla sperimentazione e sull'esperienza che ogni medico maturava
nella cura dei malati e che trasmetteva agli allievi. La traduzione dei testi arabi arricchisce ulteriormente il
bagaglio di conoscenze. |
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